Sapere del popolo - Teatro dialettale nella scena culturale di un paese del sud

In un’area a più forte presenza leghista come Bergamo, ci sono cartelli stradali bilingue: Bergamo e Berghem, in dialetto.
Lì il dialetto è un orgoglio di appartenenza, noi quasi ce ne vergogniamo.
Lì è il simbolo dell’ancestrale rapporto con sangue e suolo, da noi è una piaga di ignoranza e di sottosviluppo.
Lì il segno della forza di una comunità, da noi un insopportabile relitto del passato che non passa.
Lì una pratica quotidiana ricercata come collante sociale e politico, da noi una <malerba> dei cafoni al confronto con la lingua dei galantuomini.
Fu di Pasolini negli anni Cinquanta l’intuizione del
grande bene popolare del dialetto, un modo di esprimersi e scrivere con una funzione sociale, la voce di chi non ha voce, l’anima delle minoranze. Fino a diventare ora addirittura, nell’Italia economicamente più ricca, un fondamentale elemento di identità, un elemento distintivo non meno di un inno e di una bandiera, l’anima delle maggioranze.
PREFAZIONE COMPLETA A CURA DI LINO PATRUNO
COPERTINA DEL LIBRO
RASSEGNA STAMPA
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